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Ambiente

Pantelleria, giornalisti esplorano l’isola: Press tour organizzato dal Consorzio Vini Pantelleria DOC

Redazione

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Press tour organizzato dal Consorzio Vini Pantelleria DOC con le Guide Ufficiali del Parco

Oggi, in occasione del press tour organizzato dal Consorzio Vini Pantelleria Doc, un gruppo di giornalisti ha avuto l’opportunità di esplorare le meraviglie dell’isola, accompagnati dalle Guide Ufficiali del Parco Nazionale Isola di Pantelleria.

Al Museo di Punta Spadillo, dove è possibile approfondire la storia, la geologia, la natura e l’archeologia dell’isola, i presenti hanno avuto l’opportunità di conoscere a fondo il territorio del Parco Nazionale di Pantelleria e di immergersi virtualmente nei fondali marini grazie alla particolare stanza del mare. Successivamente: la visita al Lago Bagno dell’Acqua, un luogo ed un ecosistema unico che custodisce una straordinaria biodiversità.

Un ringraziamento speciale ai giornalisti Valeria Paci, Paola Accomando, Riccardo Melillo, Dario Costanzo e Stefano Lugli, che con il loro sguardo attento e curioso hanno dato il via a questa straordinaria esperienza.

Tutte le immagini sono tratte dal post facebook dell’Ente Parco Isola di Pantelleria

Ambiente

“Il granchio blu in Sicilia”: organizzato un convegno in collaborazione con Marevivo

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L’evento sul granchio blu rientra tra le attività del “Blue Fishing Vessel Project”, recentemente approvato dalla Commissione Europea
di Stefano Vitetta da Meteoweb.eu

Immagine a scopo illustrativo realizzata con l’Intelligenza Artificiale © MeteoWeb
L’Istituto “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca, in collaborazione con Marevivo Sicilia, annuncia l’organizzazione del convegno “IL GRANCHIO BLU IN SICILIA: sfida e opportunità”, un evento di fondamentale importanza “per affrontare la crescente problematica legata alla diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus) nelle acque siciliane”, si legge nella nota. Il convegno si terrà venerdì 14 marzo 2025, alle ore 10:00, presso l’Auditorium “Guido Buonocore” dell’Istituto “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca (AG). L’evento si propone come un’occasione di incontro e confronto tra esperti, istituzioni, operatori del settore e studenti, con l’obiettivo di analizzare l’impatto di questa specie aliena sull’ecosistema marino e sulle attività di pesca, e di individuare strategie innovative per trasformare la criticità in opportunità.

Un evento nell’ambito del “Blue Fishing Vessel Project”
L’evento sul granchio blu rientra tra le attività del “Blue Fishing Vessel Project”, recentemente approvato dalla Commissione Europea nell’ambito della missione Oceani. Questo prestigioso riconoscimento ha decretato l’inserimento dell’Istituto “Calogero Amato Vetrano” tra le poche “BLUE SCHOOL” d’Italia, testimoniando l’impegno dell’istituto nella promozione della sostenibilità marina e nella formazione delle future generazioni.

Temi chiave del convegno:

Impatto del granchio blu sull’ecosistema marino siciliano
Conseguenze sulla biodiversità e sulle attività di pesca
Strategie di gestione e contenimento della specie
Possibili utilizzi del granchio blu in ambito gastronomico ed economico
Ruolo della ricerca scientifica e della collaborazione tra enti
Attività del progetto Blue Fishing Vessel Project.
L’evento vedrà la partecipazione di relatori di spicco, tra cui biologi marini, esperti del settore ittico, rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, e docenti universitari. Sarà un’occasione preziosa per approfondire le conoscenze sul granchio blu, condividere esperienze e promuovere un approccio multidisciplinare per la gestione sostenibile di questa specie.

Dettagli dell’evento:

Titolo: “IL GRANCHIO BLU IN SICILIA: sfida e opportunità”
Data: Venerdì 14 marzo 2025
Ora: 10:00
Luogo: Auditorium “Guido Buonocore” – Istituto “Calogero Amato Vetrano” – Sciacca (AG)

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Ambiente

Protezione della biodiversità: l’intervento del Parco di Pantelleria all’incontro tra AMP

Direttore

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Il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria ha partecipato attivamente alla tavola rotonda dal titolo “Le Aree Marine Protette e la protezione della biodiversità, proposte per un nuovo ruolo delle AMP per la sostenibilità“, svoltasi giovedì 6 marzo presso la Sala “Ferruzza-Romano” del Consorzio Plemmirio a Siracusa.
L’evento, organizzato dal Consorzio Area Marina Protetta del Plemmirio, da Federparchi e in collaborazione con Conisma, Castalia, Marevivo e con il patrocinio del Comune di Siracusa e del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle strategie per la tutela e la gestione delle aree marine protette.

Ad intervenire per il Parco Nazionale di Pantelleria sono stati Italo Cucci, Commissario Straordinario, e Andrea Biddittu, biologo del Parco. I loro interventi hanno sottolineato l’importanza di una gestione integrata tra le aree protette terrestri e marine per garantire la tutela della biodiversità e la promozione di pratiche sostenibili a beneficio delle comunità locali.

“La creazione di un’Area Marina Protetta “di confine”  potrebbe rappresentare un’opportunità straordinaria per rafforzare la cooperazione internazionale e proteggere la biodiversità unica di questa zona di incontro tra gli ecosistemi mediterranei e le influenze nord-africane” ha dichiarato il Commissario Straordinario Italo Cucci.

L’incontro ha visto la partecipazione di numerose autorità istituzionali, esperti del settore e rappresentanti di organizzazioni ambientaliste. Tra gli interventi quelli di Patrizia Maiorca, Presidente AMP Plemmirio; Luca Santini, Presidente Federparchi; Francesco Italia, Sindaco di Siracusa; Giusy Savarino, Assessore Territorio e Ambiente Regione Siciliana, oltre a rappresentanti delle Capitanerie di Porto e delle forze dell’ordine impegnate nella tutela ambientale.
L’evento ha costituito un momento di confronto e di riflessione sulle strategie future per il rafforzamento del ruolo delle AMP nella tutela della biodiversità marina e nella promozione della sostenibilità ambientale.

Dal sito ufficiale dell’Ente Parco Isola di Pantelleria

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Ambiente

Novità su formazione assistenti bagnanti, polemiche in Senato

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La stagione estiva si sta avvicinando e le diverse realtà che hanno a che fare con il mare si stanno dando da fare, anche per organizzare e garantire la sicurezza dei bagnanti.

Il Governo se ne è occupato con una regolamentazione datata 29 maggio 2024, che ha suscitato polemiche da diverse direzioni.

Ecco cosa è accaduto

L’interrogazione parlamentare sul decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 85, emanato il 29 maggio 2024, che ha introdotto una nuova normativa per la formazione e l’abilitazione degli assistenti bagnanti, sta suscitando polemiche tra i principali enti del settore.

Senatore Luigi Navi (M5S)

Nel corso della conferenza stampa il senatore Luigi Nave (M5s) ha evidenziato la precisa richiesta inviata al governo: modificare il provvedimento adottato a maggio scorso.

Paolo Ballarini esperto salvamento della Protezione Civile Santa Marinella

Paolo Ballarini, esperto in salvamento e responsabile del gruppo di Protezione Civile di Santa Marinella, ha sottolineato le criticità della nuova normativa. “La formazione incentrata solo sul nuoto non è sufficiente per garantire un’efficace preparazione al salvamento,” ha affermato.

Secondo Ballarini, il salvamento acquatico richiede competenze specifiche legate a fattori ambientali, psicologici e situazionali che non possono essere replicate in piscine o ambienti confinati.

Maurizio Crisanti Segr. Nazionale Parchi Permanenti Italiani

Anche Maurizio Crisanti, Segretario Nazionale dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani, ha espresso preoccupazioni. “Nei parchi acquatici, la sicurezza non può essere affidata a personale con una semplice formazione natatoria.

È necessaria una preparazione specifica che comprenda aspetti tecnici e psicologici, adatti ai vari ambienti”, ha dichiarato Crisanti.

Ha inoltre criticato la decisione di innalzare l’età minima per diventare assistente bagnanti da 16 a 18 anni, sostenendo che ciò priva i giovani della possibilità di acquisire esperienza sul campo.

Raffaele Perrotta Presidente FISA

Il presidente della Fisa (Federazione Italiana Salvamento Acquatico), Raffaele Perrotta, ha ripercorso la storia della federazione, nata nel 2000 come ente autonomo dalla Federazione Italiana Nuoto.

Perrotta ha espresso il suo disappunto per il nuovo regolamento che, a suo dire, “stravolge i cardini del salvamento acquatico”.

Tra le critiche principali, l’allungamento della validità dei brevetti a cinque anni e la rimozione del controllo delle Capitanerie di Porto durante gli esami, decisioni che, secondo Perrotta, abbassano gli standard di sicurezza.

“Non basta saper nuotare per salvare vite umane,” ha dichiarato, evidenziando la differenza tra istruttori di nuoto e formatori specializzati in soccorso.

Nel corso del dibattito, moderato da Maddalena Servodio, sono intervenuti anche assistenti bagnanti con esperienza diretta, come Luca Nocerino e Matei Alecsandru Iftode, che hanno condiviso i dettagli di oltre 30 interventi di salvataggio effettuati in una sola stagione grazie alla formazione specifica ricevuta dalla FISA.

Martina Capriotti vice pres. FISA

La vice presidente della FISA, Martina Capriotti, ha criticato la mancanza di cooperazione tra gli enti coinvolti nel salvamento acquatico.

Ha evidenziato come, nonostante la FISA avesse spinto per una normativa che unificasse gli standard formativi, il decreto approvato si sia concentrato esclusivamente sull’aspetto sportivo, trascurando l’esperienza maturata dagli operatori del settore.

“Questo decreto avrebbe potuto rappresentare un passo avanti per il settore del salvamento italiano, ma è diventato un processo unidirezionale,” ha affermato la Capriotti.

L’incontro si è concluso con un appello al governo affinché riveda il decreto in collaborazione con tutti gli attori del settore.

Capriotti ha espresso fiducia nel buonsenso delle istituzioni, auspicando che si torni a un dialogo costruttivo per garantire standard di sicurezza più elevati.

“Chi ha approvato questo decreto probabilmente non conosceva i dettagli di un settore così specifico. È necessario rivedere i tecnicismi per proteggere sia i soccorritori che i bagnanti,” ha concluso.

La conferenza ha messo in luce l’urgenza di un intervento normativo che tenga conto delle competenze maturate sul campo, per assicurare che la sicurezza delle coste e delle piscine italiane non venga compromessa.

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