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Lavori Pubblici

Pantelleria, “mostro” marrone di Via Roma sarà demolito e sostituito con asilo nido. Finanziamento da 2.180.000 euro

Marilu Giacalone

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PANTELLERIA, IL “MOSTRO” MARRONE DI VIA ROMA SARÀ DEMOLITO. AL SUO POSTO SORGERÀ UN ASILO NIDO

 

IERI È ARRIVATA LA COMUNICAZIONE UFFICIALE DAL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE DI AMMISSIONE AL FINANZIAMENTO.

Il Comune di Pantelleria aveva partecipato all’avviso del Ministero dell’istruzione per la realizzazione di asili nido e scuole dell’infanzia da finanziare con le risorse del PNRR.

Il progetto presentato dal Comune prevede la realizzazione di un asilo nido comunale attraverso la riconversione di un immobile pubblico esistente. L’immobile scelto è la struttura di Via Roma che avrebbe dovuto ospitare una casa di riposo per anziani, mai ultimata, e che versa in pessime condizioni.

 

Il progetto prevede la totale demolizione della struttura e la realizzazione di un edificio più basso destinato ad asilo nido comunale che potrà ospitare 60 bambini. In questo modo si riqualificherà la zona e si eliminerà una struttura che presenta rischi di stabilità.

Nella graduatoria pubblicata lo scorso mese di ottobre, il progetto era stato ammesso con riserva in attesa di chiarimenti. Le risposte fornite dall’Ufficio Tecnico comunale sono state esaurienti e così ieri è arrivata la comunicazione di ammissione a finanziamento. L’importo finanziato è di 2.180.000 euro.

 

A seguito della comunicazione, il Comune potrà avviare le procedure per attuare l’intervento. Avendo candidato un progetto di livello progettuale esecutivo, redatto dai tecnici comunali, si potrà procedere in tempi brevi alla pubblicazione del bando per l’affidamento dei lavori.

L’ammissione a finanziamento del progetto per la realizzazione dell’asilo nido comunale è una bellissima notizia che coniuga l’incremento dei servizi per i panteschi e la riqualificazione di una parte del centro abitato con l’eliminazione di una struttura che, oltre a non essere bella, presenta problemi di staticità. Questo è un altro intervento che contribuirà a cambiare nei prossimi anni l’aspetto del centro abitato di Pantelleria,” dichiara soddisfatto l’Assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Parisi.

Il lavoro svolto in questi anni dai tecnici comunali, con la supervisione dell’Amministrazione Campo che ha dato l’indirizzo, è stato magistrale e ha permesso, anche grazie alle risorse del PNRR, di intercettare un gran numero di risorse per provare a dare una soluzione alle tante criticità di Pantelleria.

Grande è stato il lavoro per portare a finanziamento un gran numero di interventi che vanno dalla riqualificazione edilizia ed urbana, alla messa in sicurezza del territorio, la transizione energetica, la riduzione delle perdite idriche, la realizzazione di nuove condotte, la viabilità, la sicurezza urbana e la mobilità sostenibile.

Un lavoro di programmazione che ci ha visto impegnati ogni giorno fianco a fianco con l’Ufficio Tecnico, che ci ha portato a seminare tanto e che nei prossimi anni vedrà la luce con un gran numero di cantieri che non solo cambieranno il volto di Pantelleria, ma che, una volta ultimati, miglioreranno la vita dei panteschi.”

Lavori Pubblici

Sicurezza Isole minori, 30milioni dalla Regione per i porti di Pantelleria, Egadi, Eolie, Pelagie

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Isole minori, prevenzione rischio sismico nei porti: la Regione presenta 12 progetti
 Presidenza della Regione
Sono dodici i progetti di consolidamento e prevenzione del rischio sismico nelle strutture portuali delle isole minori con cui la Regione Siciliana parteciperà all’avviso pubblico emanato dalla Presidenza del Consiglio, dipartimento Casa Italia. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò. «Abbiamo fatto una selezione delle progettualità da sottoporre all’avviso – sottolinea Aricò – dando risposta alle esigenze di molti scali marittimi dei nostri arcipelaghi con l’obiettivo di metterli in sicurezza, ancora di più dopo i danni subiti dai recenti episodi di maltempo.

Puntiamo su lavori di consolidamento di molti approdi, dalle Eolie alle Egadi, sino a Lampedusa e Pantelleria.

Il nostro dipartimento ha svolto un serrato lavoro che ci consentirà di aderire all’avviso entro l’imminente scadenza».

Il termine per presentare i progetti è fissato entro la mezzanotte del 7 febbraio. Il budget complessivo è di 30 milioni, l’importo massimo di finanziamento concedibile è di 5 milioni per ciascuna isola.

Questi i progetti individuati dall’assessorato, per un valore complessivo di oltre 33 milioni di euro:

  • Eolie: lavori di adeguamento sismico, di consolidamento e di riqualificazione dei porti di Santa Marina, Rinella e Scalo galera a Malfa, nell’isola di Salina; degli approdi di Alicudi, Filicudi e Panarea; del porto Pignataro e del pontile di Acquacalda a Lipari; del molo di protezione civile a Ficogrande a Stromboli.
  • Egadi: opere di manutenzione straordinaria degli approdi e realizzazione dell’impianto di illuminazione al porto di Favignana.
  • Pelagie: interventi di messa in sicurezza delle banchine di Molo Favaloro a Lampedusa, per rafforzare gli ormeggi dei mezzi navali di soccorso.
  • Pantelleria: rafforzamento della diga di sopraflutto del porto di Scauri per la realizzazione di un approdo alternativo.
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Aeronautica Militare

OPERAZIONE GHOSTNETS: 30 “reti fantasma” recuperate tra Augusta e Siracusa

Redazione

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RECUPERATE TRA AUGUSTA E SIRACUSA

ISPRA SALVA FLORA E FAUNA

60.000 metri quadrati di fondale ispezionati, centinaia quelli finalmente liberati da reti lunghe fino a 260 metri che tornano a respirare e a ripopolarsi; liberate specie protette rimaste intrappolate

Ben 60.000 metri quadrati di fondale marino ispezionati, oltre 30 reti fantasma lunghe fino a 260 metri (pari all’incirca a un grattacielo di 100 piani) recuperate a una profondità di 40-60 metri e centinaia i metri quadrati di fondale finalmente liberati: è il risultato dell’operazione “Ghostnets” condotta da ISPRA lungo la costa siciliana, tra Augusta e Siracusa. L’intervento, parte del progetto MER (Marine Ecosystem Restoration) finanziato dal Pnrr, è stato realizzato con il supporto della RTC Ghostnets (CASTALIA, CONISMA e MAREVIVO) e ha permesso di recuperare varie tipologie di reti: a strascico, da posta, grovigli di cime, lenze e nasse e di liberare specie protette rimaste intrappolate. “Con questa operazione, centinaia di metri quadrati di habitat pregiati potranno gradualmente tornare a “respirare” e favorire la ricolonizzazione da parte delle specie marine circostanti. “Questa campagna di recupero è un grande passo avanti per la tutela dei nostri mari – spiegano i ricercatori di ISPRA – ma rimane fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra gli operatori del settore e continuare a investire in tecnologie e politiche di prevenzione”. Tutto questo è stato reso possibile dalla Legge 60/2022 “Salva Mare” che ha qualificato le reti abbandonate e recuperate come rifiuti urbani da riciclare o smaltire.

L’impatto delle reti abbandonate

La diffusione di reti da pesca abbandonate (ALDFG – Abandoned, Lost or Discarded Fishing Gear) è cresciuta negli ultimi decenni a causa dell’intensificarsi dell’attività di pesca e dell’impiego di materiali sintetici, più economici e resistenti ma anche più dannosi per l’ambiente rispetto alle fibre vegetali utilizzate per reti tradizionali, come la canapa. Queste reti continuano a esercitare la cosiddetta “pesca fantasma”, pur non essendo più sottoposte al controllo umano, restano attive e continuano a catturare flora e fauna marina. In particolare, i danni provocati dalle reti riguardano:

Praterie di Posidonia oceanica: subiscono danni fisici, come ombreggiamento e abrasione, che uccidono o sradicano le piante.

Coralligeno: le specie sessili vengono strappate, spezzate, ricoperte e abrase, subendo gravi ripercussioni.

Fauna marina vagile: rimane intrappolata o ferita dalle reti, che continuano la loro azione di cattura anche dopo aver perso ogni controllo.

Le operazioni sul campo

Dopo una fase preliminare di ricognizione, che ha permesso di mappare e caratterizzare i fondali con strumentazione specializzata (Multibeam per la batimetria, Side Scan Sonar per l’individuazione di oggetti sommersi e ROV per la raccolta di immagini e dati in tempo reale), sono stati ispezionati circa 60.000 m² di fondale. L’intervento in acqua è stato eseguito da OTS (Operatori Tecnici Subacquei), supportati da due imbarcazioni per il recupero e lo stoccaggio delle reti.

Gli OTS si immergono tramite una “stage” o “gabbia” collegata alla nave di supporto e restano costantemente in contatto con la superficie attraverso un “cordone ombelicale” multifunzione (fornisce aria o miscele respiratorie, comunicazioni audio/video e assistenza). Una volta localizzate le reti, gli operatori le sganciano dal fondale, tagliandole se necessario in sezioni maneggevoli, per poi fissarle a cavi o sagole che consentono di sollevarle con un verricello fino in superficie.

Tecnologia e lavoro di squadra

L’operazione è stata condotta utilizzando strumenti tecnologici avanzati:

Multibeam per mappare il fondale e individuare le reti;

Side Scan Sonar per una scansione dettagliata degli oggetti sommersi;

ROV (Remotely Operated Vehicle) per monitorare e raccogliere dati in tempo reale.

Sul campo, gli Operatori Tecnici Subacquei (OTS) hanno operato in sicurezza, utilizzando un sistema di sollevamento con verricelli per recuperare le reti, garantendo la conservazione degli habitat sottostanti e minimizzando l’impatto sugli organismi rimasti intrappolati, come ceranti (anemoni cilindriche), ricci diadema, magnose (simili ad aragoste “schiacciate”) e madrepore a grappolo, tutte specie protette. Prima dell’avvio della rimozione, sono state liberate anche alcune cernie brune.

Una volta portate le reti a bordo, si è proceduto a un setaccio meticoloso per consentire la fuoriuscita di ulteriori esemplari di ricci matita, stelle marine, piccoli scorfani, ricci di prateria e svariati crostacei, salvaguardando così il maggior numero possibile di organismi marini.


Verso l’economia circolare

Le reti recuperate verranno ora trasportate per lo smaltimento e, dove possibile, avviate al riciclo, contribuendo a promuovere l’economia circolare e riducendo l’impatto ambientale dei rifiuti marini.

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Lavori Pubblici

Pantelleria, limitazioni navigazione per indagine geomorfologica

Direttore

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La Capitnaeria di Porto di Pantelleria, a firma del suo comandante Vincenzo De Falco, ha emesso ordinanza n. 1/25 di data odierna, dove si prescrive la limitazione alla navigazione nell’area circostante i lavori di indagine geomorfologica.

Tale operazione sarà condotta a bordo della nave Ievoli Cobalt e l’interdizione valida già a partire da oggi 7 gennaio e avrà durata fino al giorno 15 aprile 2025.

Il documento integrale
m_inf.A4725D3.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000001.07-01-2025

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