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Lavori Pubblici

Pantelleria – Punta Spadillo, iniziati lavori di messa in sicurezza area e strutture a ridosso del faro – FOTO

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Nel 2016, il faro di Punta Spadillo venne inserito nell’ambito del progetto β€œValore Paese – FARI”, inserito nella piΓΉ ampia iniziativa β€œDIMORE”.
β€œValore Paese – DIMORE” voleva agire sul rafforzamento dell’offerta culturale e della competitivitΓ  del Paese attraverso la leva del turismo sostenibile, secondo una strategia di valorizzazione del patrimonio storico italiano mirata al rafforzamento dell’integrazione tra i settori del turismo, dell’arte e della cultura, dello sviluppo economico e della coesione territoriale.

I sopralluoghi

A seguito dell’aggiudicamento del lotto, iniziarono i lavori per il ripristino delle strutture presenti ai lati della torretta del Faro( area non inclusa al bando) bloccati in seguito a dei sopralluoghi che appurarono la non regolaritΓ  dell’iter cantieristico.

Da pochi giorni, a seguito di un sopralluogo dell’area, sono emerse situazioni potenzialmente pericolose ritenendo indispensabile un intervento per eliminarle senza indugi.

La recinzioneΒ 

Tra i lavori della messa in sicurezza rientrano: l’istallazione di una nuova recinzione che dovrebbe impedire l’accesso. All’interno del piazzale si dovrΓ  pulire e rimuovere cumuli di calcinacci, spuntoni di ferro e altri materiali. A conclusione dei lavori, i prospetti teraRnno visibilmente in sicurezza ma senza un rivestimento o un ritinteggiamento delle pareti esterne.

È stata giΓ  eseguita la chiusura dell’accesso con dei cancelli, per evitare accesso diretto alla struttura del faro che, per la facilitΓ  di ingresso, aveva favorito la presenza di persone, nonostante da tempo la dichiarata non agibilitΓ  e pericolositΓ  della struttura, e la comparsa di discariche abusive.

I cancelli di recinzione rimarranno anche al termine dei lavori per delimitare la zona e vietarneΒ l’accesso.

Marina Cozzo Γ¨ nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietΓ  logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della CittΓ  – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Lavori Pubblici

Sicurezza Isole minori, 30milioni dalla Regione per i porti di Pantelleria, Egadi, Eolie, Pelagie

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Isole minori, prevenzione rischio sismico nei porti: la Regione presenta 12 progetti
Β Presidenza della Regione
Sono dodici i progetti di consolidamento e prevenzione del rischio sismico nelle strutture portuali delle isole minori con cui la Regione Siciliana parteciperΓ  all’avviso pubblico emanato dalla Presidenza del Consiglio, dipartimento Casa Italia. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilitΓ , Alessandro AricΓ². Β«Abbiamo fatto una selezione delle progettualitΓ  da sottoporre all’avviso – sottolinea AricΓ² – dando risposta alle esigenze di molti scali marittimi dei nostri arcipelaghi con l’obiettivo di metterli in sicurezza, ancora di piΓΉ dopo i danni subiti dai recenti episodi di maltempo.

Puntiamo su lavori di consolidamento di molti approdi, dalle Eolie alle Egadi, sino a Lampedusa e Pantelleria.

Il nostro dipartimento ha svolto un serrato lavoro che ci consentirΓ  di aderire all’avviso entro l’imminente scadenzaΒ».

Il termine per presentare i progetti Γ¨ fissato entro la mezzanotte del 7 febbraio. Il budget complessivo Γ¨ di 30 milioni, l’importo massimo di finanziamento concedibile Γ¨ di 5 milioni per ciascuna isola.

Questi i progetti individuati dall’assessorato, per un valore complessivo di oltre 33 milioni di euro:

  • Eolie: lavori di adeguamento sismico, di consolidamento e di riqualificazione dei porti di Santa Marina, Rinella e Scalo galera a Malfa, nell’isola di Salina; degli approdi di Alicudi, Filicudi e Panarea; del porto Pignataro e del pontile di Acquacalda a Lipari; del molo di protezione civile a Ficogrande a Stromboli.
  • Egadi: opere di manutenzione straordinaria degli approdi e realizzazione dell’impianto di illuminazione al porto di Favignana.
  • Pelagie: interventi di messa in sicurezza delle banchine di Molo Favaloro a Lampedusa, per rafforzare gli ormeggi dei mezzi navali di soccorso.
  • Pantelleria: rafforzamento della diga di sopraflutto del porto di Scauri per la realizzazione di un approdo alternativo.
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Aeronautica Militare

OPERAZIONE GHOSTNETS: 30 β€œreti fantasma” recuperate tra Augusta e Siracusa

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RECUPERATE TRA AUGUSTA E SIRACUSA

ISPRA SALVA FLORA E FAUNA

60.000 metri quadrati di fondale ispezionati, centinaia quelli finalmente liberati da reti lunghe fino a 260 metri che tornano a respirare e a ripopolarsi; liberate specie protette rimaste intrappolate

Ben 60.000 metri quadrati di fondale marino ispezionati, oltreΒ 30 reti fantasma lunghe fino a 260 metriΒ (pari all’incirca a un grattacielo di 100 piani) recuperate a una profonditΓ  di 40-60 metri e centinaia i metri quadrati di fondale finalmente liberati: Γ¨ il risultato dell’operazione β€œGhostnets” condotta da ISPRA lungo la costa siciliana, tra Augusta e Siracusa. L’intervento, parte del progetto MER (Marine Ecosystem Restoration) finanziato dal Pnrr, Γ¨ stato realizzato con il supporto della RTC Ghostnets (CASTALIA, CONISMA e MAREVIVO) e ha permesso di recuperare varie tipologie di reti: a strascico, da posta, grovigli di cime, lenze e nasse e di liberare specie protette rimaste intrappolate. β€œCon questa operazione, centinaia di metri quadrati di habitat pregiati potranno gradualmente tornare a β€œrespirare” e favorire la ricolonizzazione da parte delle specie marine circostanti. β€œQuesta campagna di recupero Γ¨ un grande passo avanti per la tutela dei nostri mari – spiegano i ricercatori di ISPRA – ma rimane fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra gli operatori del settore e continuare a investire in tecnologie e politiche di prevenzione”. Tutto questo Γ¨ stato reso possibile dalla Legge 60/2022 β€œSalva Mare” che ha qualificato le reti abbandonateΒ e recuperate come rifiuti urbani da riciclare o smaltire.

L’impatto delle reti abbandonate

La diffusione di reti da pesca abbandonate (ALDFG – Abandoned, Lost or Discarded Fishing Gear) Γ¨ cresciuta negli ultimi decenni a causa dell’intensificarsi dell’attivitΓ  di pesca e dell’impiego di materiali sintetici, piΓΉ economici e resistenti ma anche piΓΉ dannosi per l’ambiente rispetto alle fibre vegetali utilizzate per reti tradizionali, come la canapa. Queste reti continuano a esercitare la cosiddetta β€œpesca fantasma”, pur non essendo piΓΉ sottoposte al controllo umano, restano attive e continuano a catturare flora e fauna marina. In particolare, i danni provocati dalle reti riguardano:

Praterie di Posidonia oceanica: subiscono danni fisici, come ombreggiamento e abrasione, che uccidono o sradicano le piante.

Coralligeno: le specie sessili vengono strappate, spezzate, ricoperte e abrase, subendo gravi ripercussioni.

Fauna marina vagile: rimane intrappolata o ferita dalle reti, che continuano la loro azione di cattura anche dopo aver perso ogni controllo.

Le operazioni sul campo

Dopo una fase preliminare di ricognizione, che ha permesso di mappare e caratterizzare i fondali con strumentazione specializzata (Multibeam per la batimetria, Side Scan Sonar per l’individuazione di oggetti sommersi e ROV per la raccolta di immagini e dati in tempo reale), sono stati ispezionati circa 60.000 mΒ² di fondale. L’intervento in acqua Γ¨ stato eseguito da OTS (Operatori Tecnici Subacquei), supportati da due imbarcazioni per il recupero e lo stoccaggio delle reti.

Gli OTS si immergono tramite una β€œstage” o β€œgabbia” collegata alla nave di supporto e restano costantemente in contatto con la superficie attraverso un β€œcordone ombelicale” multifunzione (fornisce aria o miscele respiratorie, comunicazioni audio/video e assistenza). Una volta localizzate le reti, gli operatori le sganciano dal fondale, tagliandole se necessario in sezioni maneggevoli, per poi fissarle a cavi o sagole che consentono di sollevarle con un verricello fino in superficie.

Tecnologia e lavoro di squadra

L’operazione Γ¨ stata condotta utilizzando strumenti tecnologici avanzati:

MultibeamΒ per mappare il fondale e individuare le reti;

Side Scan SonarΒ per una scansione dettagliata degli oggetti sommersi;

ROVΒ (Remotely Operated Vehicle) per monitorare e raccogliere dati in tempo reale.

Sul campo, gliΒ Operatori Tecnici Subacquei (OTS)Β hanno operato in sicurezza, utilizzando un sistema di sollevamento con verricelli per recuperare le reti, garantendo la conservazione degli habitat sottostanti e minimizzando l’impatto sugli organismi rimasti intrappolati, come ceranti (anemoni cilindriche), ricci diadema, magnose (simili ad aragoste β€œschiacciate”) e madrepore a grappolo, tutte specie protette. Prima dell’avvio della rimozione, sono state liberate anche alcune cernie brune.

Una volta portate le reti a bordo, si è proceduto a un setaccio meticoloso per consentire la fuoriuscita di ulteriori esemplari di ricci matita, stelle marine, piccoli scorfani, ricci di prateria e svariati crostacei, salvaguardando così il maggior numero possibile di organismi marini.


Verso l’economia circolare

Le reti recuperate verranno ora trasportate per lo smaltimento e, dove possibile, avviate al riciclo, contribuendo a promuovere l’economia circolare e riducendo l’impatto ambientale dei rifiuti marini.

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Lavori Pubblici

Pantelleria, limitazioni navigazione per indagine geomorfologica

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La Capitnaeria di Porto di Pantelleria, a firma del suo comandante Vincenzo De Falco, ha emesso ordinanza n. 1/25 di data odierna, dove si prescrive la limitazione alla navigazione nell’area circostante i lavori di indagine geomorfologica.

Tale operazione sarΓ  condotta a bordo della nave Ievoli Cobalt e l’interdizione valida giΓ  a partire da oggi 7 gennaio e avrΓ  durata fino al giorno 15 aprile 2025.

Il documento integrale
m_inf.A4725D3.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000001.07-01-2025

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