Lavori Pubblici
Trapani, dalla riqualificazione del waterfront del Lungomare Alighieri alla qualità dell’abitare per la comunità insediata

Da ieri ed a continuare stamani, il Sindaco Giacomo Tranchida e l’Assessore Giuseppe Pellegrino (che eredita insieme all’Ass. Andreana Patti l’onore della “incombenza” dell’ex Assessore neo deputato Dario Safina) unitamente al gruppo di tecnici ed esperti incaricati nell’ambito del Programma Innovativo Nazionale per la qualità dell’abitare coadiuvati dai tecnici comunali e Iacp alla presenza del Presidente, Avv. Scontrino, stanno tenendo una serie d’importanti sopralluoghi tecnici all’interno del quartiere Cappuccinelli.
Affrontati innanzitutto i vari problemi infrastrutturali del quartiere, dalle vetuste reti fognarie frammiste con acque bianche alle datate abitazioni IACP, assieme al degrado conseguente ad una mancata e adeguata manutenzione agli immobili del demanio regionale, che hanno portato la Giunta Tranchida unitamente ai vertiti IACP a candidarlo con successo – grazie anche alla preziosa collaborazione dell’Esperto in materia Arch. Gianvito Mauro – nell’ambito di un importante progetto di rigenerazione urbana che si avvicina sempre più al suo concreto inizio lavori dopo avere già conseguito i due finanziamenti per complessivi 30.000.000€
I sopralluoghi si riferiscono al primo dei due lotti dei lavori che interesseranno tutto il quartiere di Cappuccinelli con particolare attenzione al sistema di smaltimento dei reflui e delle acque piovane. Sono state affrontate anche le problematiche degli alloggi IACP, della piazza Sen Grammatico e delle aree a verde oltre agli impianti sportivi presenti nell’area. A questi primi sopralluoghi seguiranno a breve gli altri con i tecnici incaricati per il secondo lotto di completamento e quindi sempre di più si avvicina la data per l’inizio dei lavori finanziati all’interno del PNRR e che dovranno concludersi entro il marzo del 2026.
Interventi complessi ma che cambieranno drasticamente la qualità della vita dei cittadini residenti, per troppo tempo abbandonati, del Rione Cappuccinelli, ma anche contribuendo a riqualificare il waterfront nord trapanese del Lungomare Dante Alighieri, naturalmente vocato alla fruizione turistica e balneare, ma ancora abbisognevole di ulteriori interventi in larga parte già programmati e taluni al pari finanziati.
Ieri e stamani, intanto, nell’ambito dei primi 15 milioni sui 30 complessivamente stanziati in favore del Comune di Trapani, i tecnici presenti guidati dal Sindaco Tranchida hanno potuto prendere contezza di quelle che sono le principali criticità della zona. Dalla viabilità alle reti fognarie (che oggi più che mai assumono l’assoluta priorità, anche a fronte delle gravose condizioni di rischio allagamenti in parte causa effetto dei particolari cambiamenti climatici), dagli interventi sugli edifici per renderli sicuri ed efficienti alla cura del verde esistente con la condivisa previsione di un suo ampliamento. Particolare attenzione è stata rivolta all’arredo urbano della principale piazza dove la presenza di eritrine e la loro salvaguardia è stata oggetto di un’ampia riflessione.
Inizia quindi la stesura materiale del progetto definitivo e la fase preliminare del confronto con i residenti per ascoltare e prendere spunto delle esigenze in un percorso di condivisione con chi dovrà poi viverci e anche prendersene cura al fine di rendere sempre più vivibile il quartiere.
“E’ stato estremamente utile confrontarsi con gli esperti che si occuperanno in parte del progetto di rigenerazione urbana del Rione Cappuccinelli, così come i primi confronti con alcuni referenti della comunità residente al fine di rendere possibile nel proseguo un percorso di condivisione esteso all’intera popolazione e finalizzato a raggiungere un livello di qualità della vita migliore e più sicuro in una delle zone più belle di Trapani – dichiara il Sindaco Tranchida – che da troppi anni attende di essere rimessa a nuovo. Con i 30 milioni di euro stanziati a nostro favore nell’ambito del PNRR ed ottenuti, in sinergica collaborazione con lo IACP, con dedizione e perseveranza dalla nostra amministrazione, siamo assolutamente certi che assieme agli altri interventi previsti, con altre misure finanziarie già ottenute e talune in corso di progettazione, ma anche grazie alla sinergica volontà degli investimenti di privati imprenditori, il lungomare diventerà la porta d’ingresso nord della Città di Trapani. Trapani in cammino significa anche un metodo di condivisione partecipativa dal basso con i cittadini e gli operatori economici nonché provare a bruciare le tappe, seppur nel rispetto delle regole ordinamentali, per avviare i lavori al più presto e contiamo di essere più precisi sui tempi nei primi mesi dell’anno nuovo”. (Comune di Trapani)
Lavori Pubblici
Sicurezza Isole minori, 30milioni dalla Regione per i porti di Pantelleria, Egadi, Eolie, Pelagie

Isole minori, prevenzione rischio sismico nei porti: la Regione presenta 12 progetti
Presidenza della Regione
Sono dodici i progetti di consolidamento e prevenzione del rischio sismico nelle strutture portuali delle isole minori con cui la Regione Siciliana parteciperà all’avviso pubblico emanato dalla Presidenza del Consiglio, dipartimento Casa Italia. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità, Alessandro Aricò. «Abbiamo fatto una selezione delle progettualità da sottoporre all’avviso – sottolinea Aricò – dando risposta alle esigenze di molti scali marittimi dei nostri arcipelaghi con l’obiettivo di metterli in sicurezza, ancora di più dopo i danni subiti dai recenti episodi di maltempo.
Puntiamo su lavori di consolidamento di molti approdi, dalle Eolie alle Egadi, sino a Lampedusa e Pantelleria.
Il nostro dipartimento ha svolto un serrato lavoro che ci consentirà di aderire all’avviso entro l’imminente scadenza».
Il termine per presentare i progetti è fissato entro la mezzanotte del 7 febbraio. Il budget complessivo è di 30 milioni, l’importo massimo di finanziamento concedibile è di 5 milioni per ciascuna isola.
Questi i progetti individuati dall’assessorato, per un valore complessivo di oltre 33 milioni di euro:
- Eolie: lavori di adeguamento sismico, di consolidamento e di riqualificazione dei porti di Santa Marina, Rinella e Scalo galera a Malfa, nell’isola di Salina; degli approdi di Alicudi, Filicudi e Panarea; del porto Pignataro e del pontile di Acquacalda a Lipari; del molo di protezione civile a Ficogrande a Stromboli.
- Egadi: opere di manutenzione straordinaria degli approdi e realizzazione dell’impianto di illuminazione al porto di Favignana.
- Pelagie: interventi di messa in sicurezza delle banchine di Molo Favaloro a Lampedusa, per rafforzare gli ormeggi dei mezzi navali di soccorso.
- Pantelleria: rafforzamento della diga di sopraflutto del porto di Scauri per la realizzazione di un approdo alternativo.
Aeronautica Militare
OPERAZIONE GHOSTNETS: 30 “reti fantasma” recuperate tra Augusta e Siracusa

RECUPERATE TRA AUGUSTA E SIRACUSA
ISPRA SALVA FLORA E FAUNA
60.000 metri quadrati di fondale ispezionati, centinaia quelli finalmente liberati da reti lunghe fino a 260 metri che tornano a respirare e a ripopolarsi; liberate specie protette rimaste intrappolate
Ben 60.000 metri quadrati di fondale marino ispezionati, oltre 30 reti fantasma lunghe fino a 260 metri (pari all’incirca a un grattacielo di 100 piani) recuperate a una profondità di 40-60 metri e centinaia i metri quadrati di fondale finalmente liberati: è il risultato dell’operazione “Ghostnets” condotta da ISPRA lungo la costa siciliana, tra Augusta e Siracusa. L’intervento, parte del progetto MER (Marine Ecosystem Restoration) finanziato dal Pnrr, è stato realizzato con il supporto della RTC Ghostnets (CASTALIA, CONISMA e MAREVIVO) e ha permesso di recuperare varie tipologie di reti: a strascico, da posta, grovigli di cime, lenze e nasse e di liberare specie protette rimaste intrappolate. “Con questa operazione, centinaia di metri quadrati di habitat pregiati potranno gradualmente tornare a “respirare” e favorire la ricolonizzazione da parte delle specie marine circostanti. “Questa campagna di recupero è un grande passo avanti per la tutela dei nostri mari – spiegano i ricercatori di ISPRA – ma rimane fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra gli operatori del settore e continuare a investire in tecnologie e politiche di prevenzione”. Tutto questo è stato reso possibile dalla Legge 60/2022 “Salva Mare” che ha qualificato le reti abbandonate e recuperate come rifiuti urbani da riciclare o smaltire.
L’impatto delle reti abbandonate
La diffusione di reti da pesca abbandonate (ALDFG – Abandoned, Lost or Discarded Fishing Gear) è cresciuta negli ultimi decenni a causa dell’intensificarsi dell’attività di pesca e dell’impiego di materiali sintetici, più economici e resistenti ma anche più dannosi per l’ambiente rispetto alle fibre vegetali utilizzate per reti tradizionali, come la canapa. Queste reti continuano a esercitare la cosiddetta “pesca fantasma”, pur non essendo più sottoposte al controllo umano, restano attive e continuano a catturare flora e fauna marina. In particolare, i danni provocati dalle reti riguardano:
Praterie di Posidonia oceanica: subiscono danni fisici, come ombreggiamento e abrasione, che uccidono o sradicano le piante.
Coralligeno: le specie sessili vengono strappate, spezzate, ricoperte e abrase, subendo gravi ripercussioni.
Fauna marina vagile: rimane intrappolata o ferita dalle reti, che continuano la loro azione di cattura anche dopo aver perso ogni controllo.
Le operazioni sul campo
Dopo una fase preliminare di ricognizione, che ha permesso di mappare e caratterizzare i fondali con strumentazione specializzata (Multibeam per la batimetria, Side Scan Sonar per l’individuazione di oggetti sommersi e ROV per la raccolta di immagini e dati in tempo reale), sono stati ispezionati circa 60.000 m² di fondale. L’intervento in acqua è stato eseguito da OTS (Operatori Tecnici Subacquei), supportati da due imbarcazioni per il recupero e lo stoccaggio delle reti.
Gli OTS si immergono tramite una “stage” o “gabbia” collegata alla nave di supporto e restano costantemente in contatto con la superficie attraverso un “cordone ombelicale” multifunzione (fornisce aria o miscele respiratorie, comunicazioni audio/video e assistenza). Una volta localizzate le reti, gli operatori le sganciano dal fondale, tagliandole se necessario in sezioni maneggevoli, per poi fissarle a cavi o sagole che consentono di sollevarle con un verricello fino in superficie.
Tecnologia e lavoro di squadra
L’operazione è stata condotta utilizzando strumenti tecnologici avanzati:
Multibeam per mappare il fondale e individuare le reti;
Side Scan Sonar per una scansione dettagliata degli oggetti sommersi;
ROV (Remotely Operated Vehicle) per monitorare e raccogliere dati in tempo reale.
Sul campo, gli Operatori Tecnici Subacquei (OTS) hanno operato in sicurezza, utilizzando un sistema di sollevamento con verricelli per recuperare le reti, garantendo la conservazione degli habitat sottostanti e minimizzando l’impatto sugli organismi rimasti intrappolati, come ceranti (anemoni cilindriche), ricci diadema, magnose (simili ad aragoste “schiacciate”) e madrepore a grappolo, tutte specie protette. Prima dell’avvio della rimozione, sono state liberate anche alcune cernie brune.
Una volta portate le reti a bordo, si è proceduto a un setaccio meticoloso per consentire la fuoriuscita di ulteriori esemplari di ricci matita, stelle marine, piccoli scorfani, ricci di prateria e svariati crostacei, salvaguardando così il maggior numero possibile di organismi marini.
Verso l’economia circolare
Le reti recuperate verranno ora trasportate per lo smaltimento e, dove possibile, avviate al riciclo, contribuendo a promuovere l’economia circolare e riducendo l’impatto ambientale dei rifiuti marini.
Lavori Pubblici
Pantelleria, limitazioni navigazione per indagine geomorfologica

La Capitnaeria di Porto di Pantelleria, a firma del suo comandante Vincenzo De Falco, ha emesso ordinanza n. 1/25 di data odierna, dove si prescrive la limitazione alla navigazione nell’area circostante i lavori di indagine geomorfologica.
Tale operazione sarà condotta a bordo della nave Ievoli Cobalt e l’interdizione valida già a partire da oggi 7 gennaio e avrà durata fino al giorno 15 aprile 2025.
Il documento integrale
m_inf.A4725D3.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000001.07-01-2025
-
Ambiente4 anni ago
AMP, a Pantelleria Insieme Live: zonizzazioni e Guardia Costa ausiliario. Gadir e il brillamento de Il Caldo
-
Personaggi3 anni ago
Stasera 4 Ristoranti a Pantelleria, con Alessandro Borghese. Ecco chi sono
-
Ambiente4 anni ago
Pantelleria, il PD segnala colorazione anomala e artificiale nella spiaggia del Lago di Venere
-
Pantelleria3 anni ago
Pantelleria a lutto per Giovanni Maddalena, il galantuomo del Conitro
-
Personaggi3 anni ago
Pantelleria, è U Runcune il vincitore di 4 Ristoranti di Alessandro Borghese
-
Cronaca3 anni ago
Ultima Ora – Pantelleria. Identificata la donna morta per annegamento, il secondo suicidio in un mese
-
Capitaneria di Porto3 anni ago
Pantelleria, allarmanti condizioni meteo-marine nelle prossime 48/72 ore: onde 6 da metri
-
Pantelleria3 anni ago
Pantelleria, divieto di balneazione a Punta San Leonardo