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Lavori Pubblici

Trapani – Nuovo Waterfront, approvata dalla Giunta variante localizzata al piano regolatore del porto

Redazione

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La Giunta presieduta dal Sindaco Tranchida ha approvato stamani la proposta avanzata dall’AutoritΓ  di Sistema Portuale di Sicilia Occidentale per l’intesa con il Consiglio comunale in merito al progetto del nuovo waterfront, fortemente voluto in sinergia tra il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ed il Presidente dell’AutoritΓ  Monti. Il Consiglio comunale dovrΓ  ora determinarsi entro il 6 Settembre. Si aggiunge anche un’altra buona notizia: Γ¨ in fase di istruttoria amministrativa l’espletamento della gara per l’escavazione dei fondali e, fermo restando i tempi delle carte e delle procedure, laddove non dovessero esservi ostacoli burocratici, si prevede l’aggiudicazione e l’inizio dei lavori giΓ  a Settembre p.v.
β€œTrapani riparte dal suo porto, un sapore antico che rappresenta in realtΓ  il futuro della nostra cittΓ  – dichiara il Sindaco Tranchida -. Continuiamo a lavorare in sinergia con l’AutoritΓ  di Sistema, d’intesa con gli operatori del comparto economico portuale, del mondo della pesca ma anche con gli operatori del variegato sistema turistico, che guardano al porto come straordinaria risorsa strategica per lo sviluppo della nostra città”.

Lavori Pubblici

Sicurezza Isole minori, 30milioni dalla Regione per i porti di Pantelleria, Egadi, Eolie, Pelagie

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Isole minori, prevenzione rischio sismico nei porti: la Regione presenta 12 progetti
Β Presidenza della Regione
Sono dodici i progetti di consolidamento e prevenzione del rischio sismico nelle strutture portuali delle isole minori con cui la Regione Siciliana parteciperΓ  all’avviso pubblico emanato dalla Presidenza del Consiglio, dipartimento Casa Italia. Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilitΓ , Alessandro AricΓ². Β«Abbiamo fatto una selezione delle progettualitΓ  da sottoporre all’avviso – sottolinea AricΓ² – dando risposta alle esigenze di molti scali marittimi dei nostri arcipelaghi con l’obiettivo di metterli in sicurezza, ancora di piΓΉ dopo i danni subiti dai recenti episodi di maltempo.

Puntiamo su lavori di consolidamento di molti approdi, dalle Eolie alle Egadi, sino a Lampedusa e Pantelleria.

Il nostro dipartimento ha svolto un serrato lavoro che ci consentirΓ  di aderire all’avviso entro l’imminente scadenzaΒ».

Il termine per presentare i progetti Γ¨ fissato entro la mezzanotte del 7 febbraio. Il budget complessivo Γ¨ di 30 milioni, l’importo massimo di finanziamento concedibile Γ¨ di 5 milioni per ciascuna isola.

Questi i progetti individuati dall’assessorato, per un valore complessivo di oltre 33 milioni di euro:

  • Eolie: lavori di adeguamento sismico, di consolidamento e di riqualificazione dei porti di Santa Marina, Rinella e Scalo galera a Malfa, nell’isola di Salina; degli approdi di Alicudi, Filicudi e Panarea; del porto Pignataro e del pontile di Acquacalda a Lipari; del molo di protezione civile a Ficogrande a Stromboli.
  • Egadi: opere di manutenzione straordinaria degli approdi e realizzazione dell’impianto di illuminazione al porto di Favignana.
  • Pelagie: interventi di messa in sicurezza delle banchine di Molo Favaloro a Lampedusa, per rafforzare gli ormeggi dei mezzi navali di soccorso.
  • Pantelleria: rafforzamento della diga di sopraflutto del porto di Scauri per la realizzazione di un approdo alternativo.
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Aeronautica Militare

OPERAZIONE GHOSTNETS: 30 β€œreti fantasma” recuperate tra Augusta e Siracusa

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RECUPERATE TRA AUGUSTA E SIRACUSA

ISPRA SALVA FLORA E FAUNA

60.000 metri quadrati di fondale ispezionati, centinaia quelli finalmente liberati da reti lunghe fino a 260 metri che tornano a respirare e a ripopolarsi; liberate specie protette rimaste intrappolate

Ben 60.000 metri quadrati di fondale marino ispezionati, oltreΒ 30 reti fantasma lunghe fino a 260 metriΒ (pari all’incirca a un grattacielo di 100 piani) recuperate a una profonditΓ  di 40-60 metri e centinaia i metri quadrati di fondale finalmente liberati: Γ¨ il risultato dell’operazione β€œGhostnets” condotta da ISPRA lungo la costa siciliana, tra Augusta e Siracusa. L’intervento, parte del progetto MER (Marine Ecosystem Restoration) finanziato dal Pnrr, Γ¨ stato realizzato con il supporto della RTC Ghostnets (CASTALIA, CONISMA e MAREVIVO) e ha permesso di recuperare varie tipologie di reti: a strascico, da posta, grovigli di cime, lenze e nasse e di liberare specie protette rimaste intrappolate. β€œCon questa operazione, centinaia di metri quadrati di habitat pregiati potranno gradualmente tornare a β€œrespirare” e favorire la ricolonizzazione da parte delle specie marine circostanti. β€œQuesta campagna di recupero Γ¨ un grande passo avanti per la tutela dei nostri mari – spiegano i ricercatori di ISPRA – ma rimane fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza tra gli operatori del settore e continuare a investire in tecnologie e politiche di prevenzione”. Tutto questo Γ¨ stato reso possibile dalla Legge 60/2022 β€œSalva Mare” che ha qualificato le reti abbandonateΒ e recuperate come rifiuti urbani da riciclare o smaltire.

L’impatto delle reti abbandonate

La diffusione di reti da pesca abbandonate (ALDFG – Abandoned, Lost or Discarded Fishing Gear) Γ¨ cresciuta negli ultimi decenni a causa dell’intensificarsi dell’attivitΓ  di pesca e dell’impiego di materiali sintetici, piΓΉ economici e resistenti ma anche piΓΉ dannosi per l’ambiente rispetto alle fibre vegetali utilizzate per reti tradizionali, come la canapa. Queste reti continuano a esercitare la cosiddetta β€œpesca fantasma”, pur non essendo piΓΉ sottoposte al controllo umano, restano attive e continuano a catturare flora e fauna marina. In particolare, i danni provocati dalle reti riguardano:

Praterie di Posidonia oceanica: subiscono danni fisici, come ombreggiamento e abrasione, che uccidono o sradicano le piante.

Coralligeno: le specie sessili vengono strappate, spezzate, ricoperte e abrase, subendo gravi ripercussioni.

Fauna marina vagile: rimane intrappolata o ferita dalle reti, che continuano la loro azione di cattura anche dopo aver perso ogni controllo.

Le operazioni sul campo

Dopo una fase preliminare di ricognizione, che ha permesso di mappare e caratterizzare i fondali con strumentazione specializzata (Multibeam per la batimetria, Side Scan Sonar per l’individuazione di oggetti sommersi e ROV per la raccolta di immagini e dati in tempo reale), sono stati ispezionati circa 60.000 mΒ² di fondale. L’intervento in acqua Γ¨ stato eseguito da OTS (Operatori Tecnici Subacquei), supportati da due imbarcazioni per il recupero e lo stoccaggio delle reti.

Gli OTS si immergono tramite una β€œstage” o β€œgabbia” collegata alla nave di supporto e restano costantemente in contatto con la superficie attraverso un β€œcordone ombelicale” multifunzione (fornisce aria o miscele respiratorie, comunicazioni audio/video e assistenza). Una volta localizzate le reti, gli operatori le sganciano dal fondale, tagliandole se necessario in sezioni maneggevoli, per poi fissarle a cavi o sagole che consentono di sollevarle con un verricello fino in superficie.

Tecnologia e lavoro di squadra

L’operazione Γ¨ stata condotta utilizzando strumenti tecnologici avanzati:

MultibeamΒ per mappare il fondale e individuare le reti;

Side Scan SonarΒ per una scansione dettagliata degli oggetti sommersi;

ROVΒ (Remotely Operated Vehicle) per monitorare e raccogliere dati in tempo reale.

Sul campo, gliΒ Operatori Tecnici Subacquei (OTS)Β hanno operato in sicurezza, utilizzando un sistema di sollevamento con verricelli per recuperare le reti, garantendo la conservazione degli habitat sottostanti e minimizzando l’impatto sugli organismi rimasti intrappolati, come ceranti (anemoni cilindriche), ricci diadema, magnose (simili ad aragoste β€œschiacciate”) e madrepore a grappolo, tutte specie protette. Prima dell’avvio della rimozione, sono state liberate anche alcune cernie brune.

Una volta portate le reti a bordo, si è proceduto a un setaccio meticoloso per consentire la fuoriuscita di ulteriori esemplari di ricci matita, stelle marine, piccoli scorfani, ricci di prateria e svariati crostacei, salvaguardando così il maggior numero possibile di organismi marini.


Verso l’economia circolare

Le reti recuperate verranno ora trasportate per lo smaltimento e, dove possibile, avviate al riciclo, contribuendo a promuovere l’economia circolare e riducendo l’impatto ambientale dei rifiuti marini.

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Lavori Pubblici

Pantelleria, limitazioni navigazione per indagine geomorfologica

Direttore

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La Capitnaeria di Porto di Pantelleria, a firma del suo comandante Vincenzo De Falco, ha emesso ordinanza n. 1/25 di data odierna, dove si prescrive la limitazione alla navigazione nell’area circostante i lavori di indagine geomorfologica.

Tale operazione sarΓ  condotta a bordo della nave Ievoli Cobalt e l’interdizione valida giΓ  a partire da oggi 7 gennaio e avrΓ  durata fino al giorno 15 aprile 2025.

Il documento integrale
m_inf.A4725D3.CPPAN_REG_ORDINANZE(R).0000001.07-01-2025

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